Il Metodo di Manipolazione Fasciale è un ciclo di report dedicati all’approfondimento delle disfunzioni che più comunemente abbiamo incontrato nella pratica clinica, di come si presentano e di come possono essere curate con la Manipolazione fasciale. Professionisti del settore ci raccontano alcuni dei loro casi, descrivendo accuratamente la sintomatologia dei pazienti, il piano di lavoro adottato e i risultati raggiunti grazie al trattamento. Per motivi di privacy i nomi dei pazienti sono stati modificati.
FISIOTERAPISTA: Tagle Natalia
Una paziente, 26 anni, segretaria in uno studio clinico, si presenta in ambulatorio per dolore localizzato dalla base occipitale lungo il trapezio fino alla regione scapolare. Riferisce che il dolore è generalmente più evidente la sera o al mattino al risveglio. La sintomatologia è presente da circa 13 anni, inizialmente in modo discontinuo, mentre negli ultimi tre anni si manifesta in maniera abbastanza costante durante le fasi sopra indicate, con intensità variabile. La paziente riferisce inoltre dolore lombare di tipo simil-sciatalgico comparso un anno dopo il parto, avvenuto due anni e mezzo prima.
Tra i disturbi viscerali, la paziente segnala stitichezza e coliti, stomatiti e cefalea cronica (“da quando ne ho memoria ne ho sempre sofferto”), migliorati significativamente da circa un mese e mezzo dopo la diagnosi di allergia al nichel e l’introduzione di una dieta specifica. È presente una rinite allergica stagionale, trattata con antistaminici al bisogno. Assumendo contraccettivi orali, non riporta precedenti alterazioni del ciclo mestruale. Il parto è avvenuto per via naturale, senza complicanze. La paziente ha portato apparecchio ortodontico fisso dai 13 ai 15 anni.
L’ipotesi diagnostica formulata considera una disfunzione della Sequenza Viscerale (SE-VI), in quanto presenti problematiche respiratorie (allergia) e intestinali (intolleranza al nichel), probabilmente aggravate da interventi odontoiatrici, a seguito dei quali è comparso dolore cervicale.
La verifica motoria (VeMo) ha evidenziato come i movimenti peggiori in termini di escursione e dolore fossero RE LU DX e LA CL DX, con irradiazione su RE LA CL DX. Si osservava inoltre tensione posteriore bilaterale in AN CL, sensibilità in AN LU DX e in ER CL SN.
La verifica palpatoria (VePa) ha mostrato densificazioni maggiori nel piano latero-laterale (LL). Dopo palpazione longitudinale delle tensostrutture, catenaria di controllo, pivot e estremità, sono stati selezionati e trattati i centri di fusione più densificati: AN-LA PV 2 DX, AN-LA SC 1 SN, LA CP2 DX, RE-LA PV 2 SN, RE-LA CX, RE-LA SC 2 SN, RE-LA CL DX.
Al termine del trattamento la paziente ha riferito una sensazione di leggerezza globale e un miglioramento quasi completo dei movimenti valutati con la VeMo, pur persistendo un lieve fastidio a livello del gluteo destro e del trapezio destro.