FISIOTERAPISTA: Trossolo Francesca

Una paziente di sesso femminile, 27 anni, impiegata come cameriera e praticante attività sportiva regolare (danza e sci di fondo), si presenta in ambulatorio riferendo cervicalgia bilaterale associata a rigidità del rachide cervicale e cefalea di lieve entità. La sintomatologia è ricomparsa da circa due giorni ed è descritta come recidivante da 2–3 anni. La paziente riferisce inoltre dolore a livello mandibolare insorto dopo l’applicazione di apparecchio ortodontico fisso, avvenuta circa un anno e mezzo prima. Non emergono ulteriori dati anamnestici rilevanti.

In assenza di altri elementi clinici significativi, l’ipotesi iniziale è orientata verso un sovraccarico funzionale del distretto cervico-scapolare, verosimilmente correlato sia all’attività lavorativa prolungata in posizione eretta e con carichi ripetitivi, sia alla pratica sportiva, in particolare allo sci di fondo, che comporta un importante coinvolgimento del rachide cervicale e del cingolo scapolare. La sintomatologia, riferita come più intensa in posizione seduta o supina, risulta compatibile con un’alterazione fasciale da sovraccarico sul piano frontale.

Alla Verifica Motoria (VeMo) vengono testati i segmenti CL, SC e CP3. I movimenti di flessione e inclinazione del capo evocano la sintomatologia dolorosa cervicale, associata a una sensazione di debolezza mandibolare. L’analisi del movimento evidenzia un maggiore coinvolgimento del piano frontale rispetto agli altri piani di movimento.

Alla Verifica Palpatoria (VePa), condotta sui segmenti SC, CL e CP3, la palpazione orienta verso un interessamento prevalente dei Centri di Fusione (CF) retro-laterali (RE-LA) e dei Centri di Coordinazione (CC) sul piano laterale (LA). Sulla base dei dati raccolti, vengono selezionati e trattati i seguenti punti: RE-LA SC bilaterali, RE-LA CP3 bilaterali, RE-LA CL bilaterali e LA CP3 bilaterali.

Alla rivalutazione motoria immediatamente successiva al trattamento si osserva una significativa riduzione della rigidità cervicale, con drastica diminuzione del DoMax. I movimenti precedentemente dolorosi risultano eseguibili senza evocare sintomatologia, e si rileva un miglioramento della forza e della stabilità mandibolare. La cefalea riferita all’ingresso in ambulatorio risulta completamente risolta.

Dopo una breve fase di educazione terapeutica, durante la quale vengono fornite indicazioni per la gestione dei carichi lavorativi e dell’allenamento nei giorni successivi, viene programmato un controllo a distanza di quindici giorni per il proseguimento del trattamento. A seguito di un contatto telefonico alcuni giorni dopo la seduta, la paziente riferisce la completa assenza di dolore cervicale, una sensazione generale di maggiore libertà di movimento e la possibilità di eseguire un passo di danza che in precedenza risultava impossibile a causa della rigidità cervicale.

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